Borsano e Goveani


Il Presidente del biennio 1990 - 1992 è Gianmauro Borsano che preleva la società dopo la seconda retrocessione (stagione 1989-90). Porta sulla panchina granata il grande Emiliano Mondonico e allestisce una squadra di tutto rispetto fin dal primo anno dopo la B: Bruno, Annoni, Marchegiani, Lentini fanno già parte della struttura che l'anno successivo verrà migliorata ulteriormente con l'innesto di Martin Vazquez, Scifo, Casagrande. I risultati sono ottimi, 1990-91 5° posto, 1991-92 3° posto con la migliore difesa del campionato (e forse anche la più cattiva ma andava bene così..).

Il cammino in Coppa Uefa si conosce benissimo e termina con il massimo della sfiga possibile come sempre, ma è inutile ricordare.

Il suo declino inizia nell'estate del 1992 quando dopo aver giurato e rigiurato che i pezzi migliori non sarebbero stati ceduti, decide di vendere Gianluigi Lentini al Milan di Berlusconi (suo amico) per una cifra di cui ancora oggi non si conosce l'entità. Questa mossa causa la sua rovina dal punto di vista dell'immagine ma non solo, la vendita presenta molti lati oscuri e le indagini fanno venire a galla anche molte irregolarità nella gestione della società. Superindagato è costretto nel 1993 a cedere la gestione al suo notaio Goveani.

La pagina del quotidiano Tuttosport (4/4/1992) qui a lato è l'emblema della gestione Borsano.

 

Qui il presidente stringe la mano allo strano acquisto Marcelo Saralegui; il giocatore si rivelerà uno degli stranieri più scarsi che hanno giocato nel toro, poche partite, zero gol. Probabilmente i problemi finanziari erano già iniziati e l'interesse dei dirigenti si era spostato verso giocatori di minore caratura.

 

 

A Borsano ormai sempre più coinvolto nello scandalo tangenti, subentra il notaio Roberto Goveani, da molti ritenuto stretto collaboratore del  presidente uscente.Di lui preferiamo ricordare la vittoria ottenuta in coppa Italia 1993, per il resto solo tagli alle spese e sfoltimento della rosa vendendo tutti i migliori giocatori che avevano fatto grande il Toro nelle due stagioni precedenti. In realtà era solo l'inizio di uno dei periodi più brutti della storia della nostra squadra. Il Notaio era solito anche dedicarsi alla musica, suonava la chitarra e si narra  di una sua domanda di ammissione al festival di Sanremo con una canzone da lui stesso scritta. Qui lo vediamo in una sua performance durante la festa di presentazione della squadra della stagione 1993/1994

 

 

Era anche il periodo di Moggi al Toro, qui stringe la mano al neo presidente. Se da un lato bisogna dar merito al ds di aver creato una grande squadra (ma con i soldi si può far tutto), dall'altro ci sono molti punti oscuri nella sua gestione, è opinione diffusa che il suo modo di agire sia stata una delle cause della rovina. E poi ora che rappresenta uno degli uomini - Juve risulta ancora più losco agli occhi di noi granata.

 

 

 

Fonte immagini: Alè Toro dell'epoca (rivista ufficiale granata)

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