Ora e Per Sempre: la mia recensione

LocandinaPoco abituato a questo genere di film nostalgico - introspettivi, mi sono avvicinato al film di Vincenzo Verdecchi da tifoso del Toro appassionato alla vicenda dei nostri Eroi.
La nostra storia la nostra gloria, recitava un famoso striscione in Maratona terzo anello.
Il Cinema Doria di via Gramsci scelto per la visione mi è sembrato il luogo ideale, locale un pò retrò che ricorda sale di altri tempi ma pur dotato di buona acustica. Familiare, lo definirei. Sicuramente più indicato alla visione del nostro film rispetto ad altri più tecnologici multisala avvezzi alla proiezione dell'americanata di turno.
La compagnia, inoltre, era quella giusta. L'unica possibile. Un film sulle vicende granata è da vedere con un granata, meglio ancora se in compagnia della Mia Tifosa del Toro.

La vicenda, completamente ambientata a Torino, si sviluppa intorno alla ricerca del celebre strumento musicale utilizzato dal trombettiere granata che, durante le partite dei Mitici al Filadelfia, suonava la carica nei momenti di difficoltà. E' il figlio del trombettiere stesso, appena defunto tra l'oblio dei familiari, a iniziarne la ricerca: col tempo si trasformerà in una vera e propria introspezione psicologica da parte del protagonista (un ottimo Gioele Dix), verso una profonda riflessione che darà il via a un mutamento radicale della sua vita. In una continua analessi 1949/2004 le vicende del padre trombettiere e del figlio si incrociano, fino all'epilogo finale.

Film da tifosi del Toro dicevo.
L'ambientazione, i suoni, le immagini, i luoghi. Mi riesce difficile immaginare un appassionato di altra squadra in grado di emozionarsi e capire il film in modo così intenso come può fare uno di noi. Già dopo pochi minuti compare il Filadelfia, uno dei protagonisti del film, e sono subito brividi. E' il Filadelfia attuale, il rudere, il luogo sacro che qualche sciagurato venditore di fumo ha ridotto a un cumulo di macerie ma che, grazie a un comitato di tifosi granata, è tornato negli ultimi tempi a possedere un minimo di dignità.
E il ritorno al 1949 nella pellicola di Verdecchi ce lo ripropone in un'ottima ricostruzione cinematografica: i seggiolini rossi in tribuna, le curve, il campo così ben tirato. Impossibile ipotizzare rappresentazione migliore da parte di chi come me non l'hai mai visto nel suo massimo splendore.
Ma le qualità della pellicola non si esprimono soltanto nell'ambientazione e ricostruzione storica. E' la capacità della vicenda stessa a sorprendere e appassionare, l'inserimento della storia d'amore del trombettiere con la professoressa inglese è quantomai efficace. Mai noiosa. Mai eccessiva. Ben si inserisce nelle vicende del Grande Torino che si svolgono sullo sfondo, in un intrecciarsi di vicende che porta lo spettatore stesso a riflettere di come a volte le vicende sportive possano essere lo specchio della propria vita.
Dal punto di vista tecnico - non sono certo un regista nè ho la presunzione di fingere di esserlo - mi è parsa notevole la fotografia e i colori scelti, particolari e d'atmosfera quelli nelle fasi ambientate nel 1949. A volte si dimentica che quegli anni furono a colori, abituati come siamo a vedere immagini del Grande Torino in bianco e nero. La ricostruzione della Torino del dopoguerra ci ripropone la città dal punto di vista ambientale con auto e tram d'epoca (non vorrei sbagliarmi, ma il tram usato mi pare di averlo ancora visto in circolazione recentemente), e una ricostruzione sociale degli abitanti dell'epoca: il fascismo, il comunismo, la prospettiva di un impiego alla Fiat in piena crescita, la povertà dell'Italia dell'immediato dopoguerra, il secondo conflitto mondiale ancora così presente nell'animo e nelle battute dei protagonisti di allora. E come a voler rimarcare la differenza coi tempi moderni, ecco il passaggio immediato come solo in pellicola si può fare al presente e a luoghi a noi granata così noti, il Fila e lo Sweet, il Comunale e i graffiti sulle sue mura.

"... il ricordo non è il rimpianto. Il ricordo è la consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande..."

Titolo originale:  Ora e per sempre
Nazione:  Italia
Anno:  2004
Genere:  Drammatico
Durata:  108'
Regia:  Vincenzo Verdecchi
Sito ufficiale:  http://www.oraepersempre.it/
Cast:  Gioele Dix, Kasia Smutniak , Dino Abbrescia, Luciano Scarpa, Enrico Ciotti, Antonio Serrano, Anna Stante, Felice Andreasi, Giorgio Albertazzi
Produzione:  Veradia Film, Misami Film
Distribuzione:  Verdecchi Film
Data di uscita:  18 Febbraio (2005)