Albinoleffe - Juventus

Imperdibile 1-1

 

Il feeling con le giacchette nere o gialle e con gli sparring partner è ormai finito: questo il responso per la juventus a fine partita contro un coriaceo ma ingenuo Albinoleffe.
L'ingresso allo stadio Azzurri d'Italia di Bergamo da parte mia e dell'Opinionista coincideva con il primo gol della squadra delle valli bergamasche, Buffon interveniva malamente su un attaccante blu-azzurro e lo stendeva: rigore più espulsione. L'incontro non poteva iniziare meglio di così per noi e larghi sguardi di intesa facevano capire che la scelta di venire a mettere il naso nella partita "emblema della serie B gobba" era stata giusta, nonostante coda autostradale e pioggia. I gobbi infatti affluivano copiosi da ogni parte d'Italia, automobili con targhe eterogenee e persino un carretto Ape con canzoni di Mario Merola a tutto volume intasavano le strade e impedivano agli abitanti locali il tipico shopping del sabato pomeriggio. Ma il richiamo di quella che un tempo collezionava integerrimi scudetti era forte, più del centro commerciale, nonostante la discesa nella serie cadetta causata, lo ricordo, da illeciti sportivi e amministrativi di discreta gravità.
Il primo tempo passava rapidamente, posizionati vicino al vetro di bordocampo potevamo ammirare le sgroppate e i calzini abbassati del terzino sinistro bianconero proprio davanti a noi; erano verso di lui i nostri più sentiti incitamenti. L'Albino macinava gioco, il duo di attacco Joelson - Ferrari (ex attaccante del Salò) metteva in grossa difficoltà la retroguardia della vecchia signora decaduta.
Per la ripresa si sceglieva una postazione più consona ai nostri obiettivi, così da poter evitare il suddetto vetro e avere una visione d'insieme migliore di ciò che capitava in campo. In particolare la vicinanza di due intimoriti spettatori albino-leffesi e di alcuni ragazzini interisti, oltre alla marea di bianconeri, creava spunti di discussione interessanti sul perché l'arbitro non lasciasse la seconda squadra di Torino in 9 a causa dei ripetuti interventi fallosi e cattivi dell'italiano Camoranesi. Probabilmente se lo chiedevano anche qualche metro più in alto, in tribuna centrale, dove nasceva una sorta di rissa verbale tra un tifoso che chiedeva a gran voce al suddetto giocatore di andarsene ("perché non aveva voglia") e altri che preferivano invece incitarlo nonostante tutto.
Il colpo di testa d Joelson di poco a lato, alcune sfuriate dal limite e soprattutto un erroraccio di Cellini pessimo nella conclusione ma bravo a liberarsi del quasi omonimo Chiellini e del terzino sinistro di cui sopra , creavano a fine partita un notevole rammarico sul risultato di parità.

 

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