Scoprire che tutto, ma proprio tutto, era come lo si immaginava.
La cosa più squallida emersa dalla recente pubblicazione delle intercettazioni telefoniche relative all' inchiesta in corso, tanto per cambiare, sulla GEA, è proprio il tono farsesco delle discussioni.
Tra Moggi e il designatore degli Arbitri. Tra Moggi e il celebre opinionista televisivo.
Tra Moggi (oltre alla GEA comune denominatore di tutto ciò che di marcio e oscuro gira attorno al mondo del calcio, da anni) e chiunque altro. Un tono sempre a metà tra il triviale e il paternalistico,come in una commedia delle parti, Da padrino in sedicesimo, con quell’ aria farsesca che pare essere sempre un tratto distintivo di tutte le vicende di casa nostra.
Insulti ed errori grammaticali a ogni riga, sia da parte del padrino del calcio italiano che dei principi del foro. Sembra veramente di assistere ad Una commedia di serie B,
Anzichè al più grosso scandalo del calcio italiano dopo quello del 1980 relativo al calcio scommesse.
Vomitevole, quello storpiare quasi di proposito non solo la lingua ma i nomi dei terzi, con un cinismo che dimostra totale disprezzo dello stesso ambiente in cui si vive e prospera; la vicenda Pantani al Mortirolo nel Giro d'Italia 1999 fu solo il certificato di morte di uno sport ormai agonizzante da anni. La vicenda intercettazioni è l' equivalente per il calcio, la semplice
conferma della scomparsa di oggi credibilità di facciata del sistema calcio.
Ne esce con più dignità il Wrestling, la dignità dello spettacolo finto che si sa essere finto.
Una dignità che il nostro calcio ha perso ormai da anni, affondato tra i liquami dei conflitti di interesse, dei diritti televisivi, dell'abbandono voluto di un qualsiasi tentativo di creare una competizione seria non diciamo tra 18, ma almeno 5-6 squadre che vadano al di là dei soliti 2-3 nomi.
Cannavaro e Ibrahimovic "convinti" a rompere con le proprie società per andare a raccogliere lo scudettino. Del primo ricordiamo solo che ci sembra di gusto molto dubbio che a conservare la fascia di capitano della nazionale sia un giocatore prima visto iniettarsi una pera di neoton, poi spaccare impunito una gamba ad un giocatore avversario e adesso seminatore di zizzania pro domo sua, o meglio per il proprio portafoglio.
Ma si può realmente tifare per una nazionale in cui "Miccoli deve stare zitto perché io ce l'ho mandato"? Dalle intercettazioni emergono anche i nomi di Lippi, Ferrara e altri dello staff della Nazionale. Adriano Galliani (altro conflitto di interessi) e Previti stesso, in un agghiacciante passo che fa pensare che la lazio sia stata salvata per fare un piacere all' ex Onorevole recentemente condannato.
Tante, tantissime cose sono uscite da questo vaso di Pandora scoperchiato dalla solerte procura di Torino, capitanata da quel dott. Raffaele Guariniello che pensiamo molti tifosi juventini maledicano, come Zeman, del resto, anziché apprezzare per il costante tentativo di portare luce in un mondo di sole tenebre come quello attuale del "calcio" italiano.
Il problema più grosso che emerge dalla vicenda e che va affrontato è la condizionabilità dell' intero sistema arbitrale.
Nessun altro sport, esclusi quelli con le giurie, è così condizionabile.
Non Il tennis.
Non il rugby
Non la pallavolo.
Non il basket.
Un condizionamento che non si attua solo tramite gli errori più plateali, il gol visto-non visto o il rigore non dato, ma molto più semplicemente permettendo ad un Capitano della nazionale (...) un'entrata spacca-gambe con la garanzia dell'impunità dal cartellino, ammonendo invece al decimo minuto per un semplice contrasto il centrocampista della squadra avversaria, favorendo le perdite di tempo dell'uno e punendo quelle dell'altra.
Ci sarebbe molto da discutere e da dire su questa predisposizione quasi genetica verso il calcio dei paesi in cui conta la furbizia (noi in primis) a scapito della forza vera, perchè a molti di noi dà fastidio che vinca chi è realmente più forte. Non è in una certa mentalità italiana. In questo sì, il calcio è lo Sport adatto alla perfezione per la mentalità italiana.
E spiega perchè il rugby, o il , non lo saranno mai. Ma che la furbizia sia l'arma dei Servi e non dei Signori, questo non lo capiremo mai.
La sudditanza psicologica incide su una partita di calcio infinitamente più che sulle partite degli altri sport. Una partita di tennis o basket si sblocca di suo, per forza di cose.
Nel calcio lo stallo può essere di 90, o 120 minuti, e in un contesto del genere il potere dell'arbitro di indirizzare la contesa da una parte o dall'altra ,volontariamente o involontariamente, è enorme.
Una doverosa premessa: l' errore arbitrale è sempre esistito e sempre esisterà. Sbaglia il difensore iperpagato, sbaglia l'attaccante circondato da veline e pappa. A maggior ragione può tranquillamente sbagliare un arbitro. Non è l'errore clamoroso (come può esserlo stato quello di Merk a Barcellona) a falsare un risultato. Lo sono le piccole cose, i cartellini dati e non dati, le punizioni sistematicamente invertite a metà campo, l' ossequiosità verso i nomi e le magliette.
Finchè non si creerà una Commissione arbitrale autonoma, ossia un vero e proprio professionismo arbitrale sganciato dal controllo della federazione, con proprie regole e autonomia disciplinare, resteranno i dubbi. Provati come nel caso delle intercettazioni, non provati ma aleggianti nell'aria negli altri casi.
Professionismo arbitrale,incluso il diritto, per gli arbitri come per i calciatori, di rilasciare interviste e dichiarazioni a fine partita, di commentare il proprio operato senza il timore reverenziale dell'eminenza occulta di turno.
E unitamente a questa autonomia un sorteggio Integrale. ma realmente integrale, a prescindere dalle conseguenze, senza l' opinionista di turno che sbraita perchè "all'Olimpico si è mandato un non internazionale". Fa solo ridere ancora di più, alla luce delle ultime vicende, la designazione di DeSantis per Juventus-Palermo della penultima giornata di campionato (ndr è di oggi 8 maggio la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta GEA).
La designazione mediante sorteggio integrale è stata effettuata solo una volta nel dopoguerra, stagione 1984-85.
Questa fu la classifica finale.
1 Verona
2 Torino
3 Inter
4 sampdoria
5 Milan
6 Juventus.
Da notare come la Juve, tra l'altro la Juve di platini e Trapattoni, comunque più simpatica di quella che sarebbe venuta 10-20 anni dopo, sia arrivata prima nel campionato precedente e in quello successivo, quando il criterio del sorteggio integrale venne precipitosamente abbandonato.
Certo, una rondine non fa primavera. Se però la si abbatte subito per timore di vederne un altra.... |