VERO OBIETTIVO: LA PRIMA PAGINA


30.11.2005

morattiPurché se ne Parli.
Parrebbe questo il vero e unico obiettivo finora raggiunto da Massimo Moratti nei suoi dieci anni di presidenza all' inter.
Basti pensare all' ultima settimana , in cui la monotonia di una Coppa che diverrà viva solo a febbraio e di un campionato (anzi, campionati, visto che il problema riguarda l'Europa calcisticamente globalizzata) i cui risultati paiono già scritti prima del fischio d'inizio è stata spezzata da ben tre "casi" riguardanti l' equipe neroazzurra: la polemica avviata dalla Padania sull' eccessivo numero di stranieri in campo e nella rosa della squadra; l' episodio di Zoro e del suo tentato abbandono del campo durante la partita di Messina; e infine la polemica avviata da Moggi e proseguita con la risposta di Facchetti e l' incredibile (diremo più avanti il perchè) "Manifesto di pensiero" di Massimo Tronchetti Provera.

Sul numero degli stranieri nelle squadre italiane ci siamo già espressi in passato, e quindi non abbiamo remore nel dire che, se l' abuso degli stranieri è stato un malcostume di quasi tutte le squadre italiane nell' ultimo decennio (e, Roma a parte, di tutte le Big), l'Inter in questo malcostume ha primeggiato sin dall' inizio dell' era Moratti, cominciando da un derby di Novembre 1996 (primo anno col numero illimitato di stranieri) con soli 3 italiani in campo, passando per Pagliuca unico portabandiera (a Salerno nel 1999) e finendo con l'allenamento, visto che è difficile definirlo altrimenti, contro l' Artmedia di Bratislava senza nessun nazionale in campo.
nessun'altra squadra a livello italiano ha praticato una simile politica fondata solo e unicamente sugli stranieri; l' unico prodotto del vivaio realmente approdato alla prima squadra è il nigeriano Martins.
zoroQualcuno obietterà che vi sono stati casi peggiori o simili in Europa (si pensi all' Arsenal. ove la perdita dell' identità inglese è ormai acquisita da un decennio), ma ciò che probabilmente ha scatenato la critica della stampa è la constatazione di come questa linea di condotta non abbia prodotto risultati di rilievo, a parte la UEFA vinta da Simoni nel 1998 e la coppa Italia di quest'anno. l' uomo della strada e sopratutto l'esperto di calcio , visto che al tifoso il più delle volte importa solo la vittoria, che in questo caso tra l'altro non c'è quasi mai stata, si fanno la stessa domanda: ne valeva davvero la pena? non sarebbe stato meglio crescere e rischiare di più sui nostri giocatori anziché puntare sempre oltre-confine? sempre che non si tratti, come è possibile, di un preciso indirizzo societario legato a fini di marketing o di esportazione del marchio, neppure in questo caso perseguiti molto coerentemente, visto che l'affaire Ronaldo, che ha visto la cessione del calciatore allora più famoso del mondo al Real ha danneggiato l'immagine societaria ben più di quanti benefici possa apportare una resurrezione di Adriano ..
Poco da dire sull' episodio di Zoro, in cui sono da stigmatizzare sia la reazione del giocatore (cosa dovrebbe fare una squadra che sente contro i cori ingiuriosi degli avversari, ritirarsi dal campo?), sia il comportamento dei soliti idioti sugli spalti, ma sopratutto quello degli addetti a quelle famose telecamere che dovrebbero riprendere i settori dello stadio: evidentemente è più facile fare la predica televisiva contro il mucchio selvaggio che andare a prendere, casa per casa, i singoli imbecilli autori dei cori razzisti..

Veramente allucinante, spropositata, ci è parsa la reazione di Tronchetti Provera alle dichiarazioni non richieste, va detto, fatte da Moggi e Giraudo sui fatti di Messina e più in generale sulla politica aziendale dell'Inter.
Detto, come preliminare, che le lezioni di moralità non ci piacciono a prescindere da chi vengano, convinti come siamo che la moralità sia nei fatti anziché nelle parole, ancor meno se queste parole provengono da chi ha un processo in corso ( e già destinati ad un rinvio...) e tante altre cose che dovrebbero essere chiarite, la reazione della dirigenza nero-azzurra in stile "non vinciamo perchè Puri di cuore"suona ,oltre che assurda, falsa.

siringaFalsa perchè dicendo che l'Inter sia "fuori dai giochi di potere",non si capisce perchè l' attuale Presidente di Lega Adriano Galliani abbia negoziato una trattativa per i diritti Tv non solo per Milan e Juve ma anche per l' Inter: dobbiamo forse pensare che lo abbia fatto perchè animato da carità cristiana o per dare ai cugini al possibilità di competere ai massimi livelli?
O forse perchè qualcuno lo ha autorizzato ad ottenere un contratto identico per le tre squadre con un' introito varie volte superiore a quello di squadre come il Napoli che vantano abbonamenti superiori a quelli dell'Inter?
Al tempo stesso non si riesce a capire perchè una dirigenza "fuori dai giochi di potere" non abbia perseguito con un minimo di fermezza una politica di opposizione a Milan e Juve proseguendo l'alleanza con roma, Parma, Lazio e altre "dissidenti" anziché abbandonare Sensi e Compagnia l'anno scorso.
I tifosi nero-azzurri potrebbero accusarci di sparare sulla croce rossa: assurdo, perchè nonvediamo nessuna croce rossa.
L'Inter è seduta da anni allo stesso tavolo delle altre due grandi, ha usufruito della stessa, iniqua, ripartizione dei diritti televisivi che l'ha posta in una posizione di privilegio, della stessa pubblicità fatta attraverso video e marchette varie da stampa e mezzi di comunicazione, ha subito processi per passaporti falsi e avuto giocatori dopati (forse non scientificamente come altrove, ma abbiamo già scordato Kallon 2003? ).
I motivi delle sconfitte dell'Inter sono già stati analizzati in migliaia, forse milioni di discussioni, che hanno spaziato dal puro e semplice Bar Sport alla filosofia, ed è inutile dilungarsene qui;
semplicemente, questo finto "attacco al potere", quando del potere se ne fa parte ma non lo si sa usarlo, ricorda molto di più la Volpe e l' Uva di Fedro che il  je accuse di Emile Zola.
E, a vedere il numero di pagine, di dibattiti, di serate televisive dedicate all'Inter, ci viene da pensare che, anziché le vittorie sul campo (del resto, come dice il titolo di un libro sull'Inter Morattiana, vincere è volgare...), in questo decennio il vero obiettivo della dirigenza sia stata la conquista della prima pagina, mai così massicciamente avvenuta nè ai tempi di Moratti Senior, né di Fraizzoli o del tanto contestato Pellegrini.

Da questo punto di vista, l' obiettivo è stato pienamente raggiunto.

 

 

 

PUBBLICAZIONI PRECEDENTI

6.11.04: LA MALEDIZIONE DI YOKOHAMA

11.11.04: BEATO CHI NON HA BISOGNO DI EROI

23.11.04 LA COPPA DELL'INUTILITA'

06.12.04 SPORTIVITA' E FURBIZIA

22.12.04 L'INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO

07.01.05 16 ANNI DOPO

17.01.2005 2005 FUGA DAGLI STADI

31.01.2005 SULLA PIETA' DEL CAMPIONATO 2005

25.02.2005 L'EUROPA E L'ITALIA

29.05.2005 I PERCHE' DI UN SUICIDIO

25.08.2005 DEJA VU

21.09.2005 DIETRO IL CASO IAQUINTA

23.10.2005 QUEI VUOTI AL FRIULI