L'EUROPA E L'ITALIA


25.02.2005

Prima di parlare di Champions è doveroso complimentarsi con la squadra Italiana che ha compiuto l'impresa più notevole della 3 giorni europea, ossia il Parma di Gedeone Carmignani.
Laddove Baldini aveva giocato con lo spirito del "chissèfrega" riuscendo in contemporanea a portare la squadra al penultimo posto "risparmiando le energie" in Uefa... Carmignani ha portato i suoi a realizzare un'impresa che entra di diritto nella storia dei ducali.
Vincere contro una delle prime squadre in Germania in 10 su un campo pesantissimo e dominare in una Coppa snobbata e ormai derisa dai quattrini della Champions è cosa che riconcilia con lo spirito autentico del calcio. Per Fortuna Baldini era il "nuovo che avanzava" e Carmignani un "pezzo da museo"...
Per chiudere la parentesi Uefa, da sottolineare le eliminazioni di Ajax e soprattutto Valencia a concludere la disastrosa stagione di Ranieri in Spagna, allenatore sicuramente simpatico, cortese e fotogenico ma dal quale non è lecito aspettarsi nulla più del secondo posto..
Venendo alla Champions, l'Italia, nonostante le cassandre giornalistiche imperversassero da giorni, è uscita bene dalle trasferte di Manchester, Oporto e (un po' meno) Madrid.

L'Impresa del Milan non è stata tanto il vincere su un campo pur difficile come Manchester, ma l'aver imposto un tipo di gioco coerente con quella che da quasi un ventennio è la filosofia della squadra, ovvero la ricerca del risultato attraverso il gioco.
Ad aiutare i rossoneri la disastrosa impostazione tattica voluta da Ferguson che ha schierato una formazione esattamente speculare a quella del Milan, con un Rooney isolatissimo che si è trovato ad avere gli spazi chiusi dalla coppia titanica Nesta-Maldini essendo così obbligato a partire da dietro e consentendo al Milan di abbassare, dopo qualche sfuriata iniziale, il ritmo della partita.
Con l'abbassamento dei ritmi i rossoneri han preso possesso del centrocampo facendo la gara che volevano lasciando letteralmente sparire la palla dagli occhi dei centrocampisti dei Reds; questa opera di sfiancamento ha prodotto i soi risultati nella ripresa quando Crespo ha prima avuto due occasioni non sfruttate e ha quindi siglato il goal sfruttando l'ennesima demenza di un portiere dello United (infinito l'elenco degli ultimi anni..).
Una giusta vittoria (che comunque non assicura nulla) in una gara sicuramente non bella, come non bella è stata l'attesissima partita di Madrid, remake dell'avvincente semifinale di 2 anni fa.
Era un altro Real.

Il Real di Del Bosque tritava l'avversario, imprimeva un ritmo e delle accelerazioni devastanti creando superiorità numerica ed occasioni in serie. Questo, pur più sicuro in difesa con l'acquisto di Graevesen, è un Real che vive di fiammate di assoluta purezza (l'azione che ha portato Raul a centrare la traversa, le sempre sopraffine giocate di Zidane e Figo) ma che stenta ad imporre costantemente la propria supremazia agli avversari, che dà troppo spesso l'idea di Accademia.

Ad Oporto l'Inter ha buttato via una vittoria che meritava conto un Porto apparso veramente poca cosa.
Giusto che vi sia più delusione che contentezza: uno 0-2 o uno 0-3 avrebbero rappresentato meglio la realtà di una partita che l'Inter avrebbe potuto e dovuto chiudere anche con l'errore di Toldo, portiere da bombardamento ma assolutamente inadatto alle gare più "ordinarie".
Al ritorno a Milano Inter comunque favorita, ma i lusitani recupereranno Diego e capitan Costa in difesa e sarà bene scordarsi le solite dormite difensive che potrebber causare l'ennesima beffa.
Eccellenti Cambiasso (una garanzia) e Stankovic, che con gl spazi europei a disposizione diventa tutto un'altro giocatore.
Allucinante un fallo assolutamente gratuito di Materazzi all'ultimo minuto su Mc Carthy, roba da squalifica fino alal fine della competizione.

Per il resto (a parte il Lione ormai ai quarti) gare tutte ancora da decidere.
Bayern e Liverpool hanno dominato il solito Arsenal versione Europea e il Bayer Leverkusen, ma due errori difensivi nel finale li obbligano a tenere alta la guardia tra due settimane.
Chelsea che nonostante la sconfita rimane leggermente favorito sul Barcellona, graziato da Drogba (clamoroso errore sullo 0-1) e leggermente aiutato da Frisk, ormai inadatto a dirigere qualsiasi gara di livello europeo.
Ritorni che saranno comunque ben più spettacolari delle andate.
Tutto ancora da gustare.

 

 

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