Brescia-Fiorentina disputata alle ore 18 di sabato 15 Gennaio 2005 ha offerto uno spettacolo desolante: tribune semivuote, calcio di basso livello, 7000 spettatori in uno stadio che può contenerne il doppio.
Viene da chedersi non tanto che senso abbia andare allo stadio alle 18 in inverno (siamo convinti che il vero tifo sia quello di chi gli stadi li frequenta di più anzichè di meno) ma cosa guadagni il calcio a vedere da anni partite collocate ad orari fatti apposta per dissuadere lo spettatore medio dal recarsi allo stadio.
Non sorprende più ormai vedere posticipate in pieno inverno Piacenza-Bologna, Verona-Forentina, Brescia-Chievo o Piacenza-Verona, magari un lunedì sera, così da verona non viene nesuno a parte gli ultras prezzolati dalle società.
Non sorprende più, tranne coloro che alla passione per il calcio pretendono ancora di abbinare il buonsenso.
E si rendono di come i posticipi invernali sian collocati quasi tutti al nord Italia, in condizioni di gelo e nebbia (memorabile un Piacenza-Bologna di qualche anno fa con doppietta di Hubner non vista da nessuno), di come giocare alle 15 invece che alle 14.30 spesso penalizzi l'illuminazione e la salute stessa dei tifosi in inverno e gli causi insolazioni varie in estate.
Gli stessi che hanno notato perchè queste regole non valgano per la C o le serie minori.
E si sono risposti che della C alle tv no frega nulla (non che la B...).
I leader (contro tutto e tutti) del calcio attuale, quando realizzano calendari pilotati con scontri diretti posizonati inderogabilmente alla settima e alla tredicsima giornata (in England Chelsea-Manchester alla prima giornata..), quando stabiliscono contro ogni raziocinio, di far giocare la Coppa Italia alle 21 per dare le briciole alla Rai, quando spalmano i calendari - come non saprebbe fare neppur il pupo più avido di nutella - perseguendo solo e unicamente l'interesse dello spettatore televisivo.
Da qui le regole fatte per ricattare indirettamente lo spettatore ed indurlo ad abbonarsi a Sky prima e al digitale terrestre.
Magari alzando a dismisura il prezzo delle curve.
Dopotutto, chi te lo fa fare di spendere 60 (e non scherziamo) euro per una partita di champions in curva quando te la facciamo vedere comodamente spaparanzato sul sofà?
O andare allo stadio alle 18 in inverno quando con tre euro ti diamo tutto senza code all'entrata e all'uscita e altre spiacevolezze?
Da questo punto di vista, Brescia-Fiorentina è stato un trionfo del nuovo ordine, una delle tante partite sacrificate al Moloch televisivo.
Esiste una sola via per opporsi al mesto destino che è riservato agli stadi italiani da coloro a cui non interessa vederli svuotati pur di arrichcire le casse dei loro club con la televisione.
Frequentarli.
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